Il male al Quirinale

Un brevissimo riassunto di quello che fece Mario Draghi alla Grecia e su quello che farebbe se fosse eletto al Quirinale.

Il 5 luglio 2015 il popolo greco fu chiamato a decidere se accettare o meno attraverso un referendum le riforme imposte dalla Trojka con sacrifici immani come la perdita del lavoro e la dignità in cambio di un “salvataggio” che non li avrebbe salvati bensì avrebbero salvato le banche francesi e tedesche (ma quest’ultima parte non gliela dissero). I nostri cugini greci scelsero di non cedere né libertà e tanto meno la dignità. Come ricorderete, colui che propose il referendum fu anche quello che non rispettò la scelta del popolo. Così 11 luglio il primo ministro Alexis Tsipras (il suo partito SYRIZA, che vuol dire tutto e nulla perché fondato su valori totalmente contraddittori, prese il 36% dei voti) si rimangiò tutto e presentò un piano alla Trojka per avere credito ma non fu accettato. La Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi chiuse le linee di liquidità alla Grecia portandola sull’orlo del fallimento fin quando non avrebbero presentato un programma politico che fosse all’altezza delle loro aspettative (leggasi che facciano come volevano loro). Una decisione prettamente politica con la precisa volontà di affamare un popolo intero. Vi ricorda qualcosa?

In Italia abbiamo assistito allo stesso tradimento politico da parte di quei partiti che dopo aver incassato il voto su promesse sovraniste (Lega e Movimento 5 stelle) hanno poi dopo un anno tradito le aspettative facendo cadere il governo per allearsi non solo con chi il popolo non l’aveva votato ma anche con chi aveva portato l’Italia su questo baratro.

Stupidità significa fare e rifare la stessa cosa aspettandosi risultati diversi. – Albert Einstein

Allora perché colui che fu definito da Cossiga come “un vile affarista” (era il 2008, ben 14 anni fa, quale lungimiranza, qui il video) dovrebbe fare qualcosa di diverso da quello che ha fatto con la Grecia? Perché è italiano?

Sono passati due anni dall’inizio di questa finta emergenza e gli unici risultati sono tutti negativi. L’economia va a rotoli, il turismo è quasi morto, i ristoratori stanno abbassando le saracinesche, le banche di conseguenza hanno chiuso definitivamente i rubinetti del credito (non lo davano prima figuriamoci ora), le grandi aziende stanno chiudendo; ma allora chi sta incassando? La risposta è talmente facile quanto scontata, Amazon. Sono due anni che sta accumulando utili su utili pagando quattro spicci di tasse.

Pensate cosa potrebbe fare se diventasse Presidente della Repubblica Italiana. Sarebbe come mettere dracula a capo dell’AVIS.

Dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi la corsa al Quirinale per Mario Draghi diventa un po’ più facile ma non è detto che vada in porto. I giochi sono ancora aperti anche se ho perso totalmente la stima in questa classe politica e non credo che abbiano una dignità, figuriamoci una coscienza. Hanno solo i loro interessi a discapito degli altri.

Se proprio dovesse succedere l’irrimediabile l’unica cosa che rimarrebbe da fare per riprenderci i nostri diritti è la rivoluzione. Ma loro lo sanno che non abbiamo mai fatto rivoluzioni e che non abbiamo le palle per farlo. Finirà male.

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